Un pastaio tra Napoli e Roma all’inizio del Cinquecento

Anna Esposito

Il 4 agosto 1515 in casa del notaio romano Bartolomeo Carusi nel rione Ripa e alla presenza di due testimoni, si dava vita ad una società per fare ‘vermicelli’ tra il providus vir Angelo “de Naso de Messina de Regno” abitante a Roma nel rione Arenula e il discretus iuvenis Ferdinando Paulilli de Neapoli ma in realtà anch’egli di origine siciliana, non ancora maggiorenne ma con il consenso del padre Giovanni Battista, il quale davanti al notaio si definiva siciliano e abitante a Napoli. La società doveva durare un anno a partire dal momento che il “cippus … aptus ad faciendum vermicellos” – di proprietà di Ferdinando e ancora collocato a Napoli – sarebbe stato portato a Roma.

 

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