El mercat. Un món de contactes i intercanvis

fichiAtti dell’incontro di studio, Balaguer, 6-8 luglio2011, a cura di Flocel Sabaté, Pagès editors, Lleida 2014 (Collecció Aurembiaix d’Urgell, 16), pp. 319

Il volume raccoglie quattordici contributi di studiosi intervenuti al XVI Curs d’Estiu Comtat d’Urguell, tenutosi a Balaguer nei giorni 6, 7 e 8 luglio 2011, sotto la direzione di Flocel Sabaté e Maite Pedrol. Il curatore degli atti di questo incontro di studio, Flocel Sabaté, introduce alla lettura con l’inquadramento storiografico del tema: il mercato come spazio di scambi commerciali, ma anche luogo privilegiato per intessere relazioni umane, per costruire e irrobustire identità, appartenenze e posizionamenti nella società cittadina, per sperimentare ed esprimere i diversi codici comportamentali della convivenza. Il “mondo” del mercato è stato quindi analizzato dagli studiosi all’interno di ampie coordinate spazio-temporali e differenti prospettive di studio, con il ricorso a una eterogenea tipologia di fonti. La componente ideologica e il concetto di “economia morale” – introdotto nel campo delle scienze sociali nei primi anni settanta del secolo scorso – sono stati posti al centro dei loro contributi da Jean-Pierre Devroey (Le marché carolingien est-il moral?) e da Giacomo Todeschini (Morale economica ed esclusione sociale nelle città di mercato europee alla fine del Medioevo).

Il mercato cittadino come elemento di coscienza cittadina è stato invece analizzato, attraverso l’impiego di particolari generi di testi quali le laudes civitatum, i mirabilia e gli itineraria, da Daniela Romagnoli (La coscienza civica nella città comunale italiana: la testimonianza delle Laudes civitatum e il caso di Milano) e, come espressione di cultura popolare e di fonte di notizie di vita quotidiana, da Teresa Vinyoles (Veus i sensacions dels mercats medievals).
Aspetti particolari del commercio urbano sono stati illustrati, sul versante dello smercio di beni primari esercitato nelle realtà urbane dell’Italia nord-occidentale, da Irma Naso (In platea mercati. Il piccolo commercio in centri urbani dell’Italia nord-occidentale. Secoli XIII-XV), che si è in particolare soffermata sulla piazza come spazio commerciale e polifunzionale, mentre, per i mercati medievali della Corona d’Aragona, è intervenuto con una messa a punto storiografica Germán Navarro (Estudios recientes y proyectos actuales sobre los mercados medievales en Aragón y Valencia en pos de una historia comparadae). La presenza di mercati locali sottende l’esistenza di scambi di prodotti tra diversi territori: Antoni Riera i Melis ha affrontato l’argomento dell’approvvigionamento di cereali e la loro distribuzione attraverso i mercati catalani nel basso medioevo (Els cereals als mercats catalans de la baixa Edat Mitjana), mentre le collaborazioni commerciali intercorse tra Barcellona e Perpignan sono state oggetto di studio da parte di Damien Coulon (Convergencias económicas entre Perpiñán y Barcelona en un periodo clave de su historia bajomedieval); le particolarità degli interscambi in una zona di confine emergono dallo studio, rivolto alla frontiera castigliana con il Regno di Granada nel basso e tardo medioevo, di Juan Francisco Jiménez (Comerciar en la frontera de Granada: espacios económicos asimétricos y periféricos (Siglos XIII-XVI). L’impatto degli scambi sullo sviluppo finanziario e sull’incremento di circolazione monetaria è stato esaminato, per l’area del Mediterraneo orientale, da Michel Balard (Marchés et circulation monétaire en Méditerranée orientale. IXe-XVe siècles) e da David Igual (La circulación de capitales. El mundo financiero europeo en la Baja Edad Media), che ha proposto una sintesi delle conoscenze sul mondo finanziario europeo nel basso medioevo. Agli interventi relativi alla circolazione di merci e capitali in età medievale hanno fatto opportunamente seguito quelli rivolti alla mobilità geografica umana, tema d’indagine tra i più frequentati dalla recente storiografia. Il fascio di ragioni che innescavano flussi migratori è illustrato, per i viaggi indirizzati verso le regioni del Medio Oriente, da Didier Gazagnadou (Qui circule dans l’espace islamique arabe et iranien pré-moderne, pourquoi et comment?); la forte componente religiosa alla base delle peregrinationes è affrontata da Klaus Herbers (Viajeros y peregrinos en la Baja Edad Media), mentre lo scambio culturale connesso allo spostamento umano e le sue importanti declinazioni nei variegati processi di condivisione di notizie tra località lontane, è studiato da Nenad Fejic (La circulation des nouvelles au Bas Moyen Âge).
Il volume si chiude con una rilevante sezione dedicata alla registrazione degli interventi nelle cinque sessioni di dibattito intorno alle ricerche presentate (1. Economia i mercat; 2. Finances i mercat; 3. Transmissió de béns i d’idees; 4. La vida al mercat; 5. Territori i intercanvis). Queste sessioni sono state animate anche dalla presenza degli studiosi Carlos de Ayala, Maria Bonet, Juan Carrasco, Josep Maria Chalons, Antonio Domingo, Dolors Domingo, Gaspar Feliu, Patrik Gilli, Bruno Laurioux, Jean-Claude Maire Vigueur, Emili Mangues, Joaquim Rius e dello stesso Flocel Sabaté.

Paolo Rosso

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